Un libro sull'emergenza-morti bianche, contro l'imbroglio della "fatalità": riflessioni, denunce e testimonianze
In libreria dal 15 novembre
Prime presentazioni:
Roma, 12 novembre, ore 18, via IV Novembre 119/A - Con OLIVIERO DILIBERTO
Bologna, 14 novembre, ore 18, via Aldo Moro, 50
Milano, 22 novembre, ore 16, via Pietro Mascagni, 6
Un'iniziativa straordinaria per la sicurezza dei lavoratori - di Paolo Guerrini
09 Lug 2008
Un'iniziativa straordinaria per la sicurezza dei lavoratori
di Paolo Guerrini
da La Rinascita della Sinistra del 10 luglio 2008
La situazione degli incidenti sul lavoro, in particolare di quelli mortali, si caratterizza, in questo periodo, per un ulteriore incremento di eventi che evidenziano quanta strada ci sia ancora da fare. La sicurezza sul lavoro è ancora oggi una variabile dipendente del profitto ed i lavoratori perdono la vita mentre lavorano ad un livello salariale tra i più bassi d’Europa e con minori tutele, come ha rilevato di recente il Rapporto sullo Stato sociale che evidenzia un quadro sconfortante in cui flessibilità e insicurezza vanno a braccetto.
Il tema della sicurezza deve essere al centro dell'azione politica nazionale e locale dei Comunisti italiani: nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni e nella società. Il nostro partito deve essere protagonista nella lotta contro gli incidenti e le malattie professionali, contro la superficialità, la negligenza e talvolta il dolo nell’applicazione delle norme per la sicurezza sul lavoro. Leggi che un giorno sì e l'altro pure finiscono sotto il fuoco incrociato di Confindustria e governo che intende modificare in senso peggiorativo il Testo unico sulla sicurezza varato dal governo Prodi.
E' a partire da queste considerazioni che il Pdci si è fatto promotore di un'iniziativa rivolta ai lavoratori e alle istituzioni locali con la presentazione l'11 luglio di mozioni e ordini del giorno in tutti i comuni, le regioni e le province d'Italia.
Le ultime modifiche della normativa sulla sicurezza e la salute nel lavoro (la legge 123 del 2007 e suoi decreti attuativi, in particolare il decreto del presidente del consiglio dei ministri del 21 dicembre 2007) consentono, infatti, un ruolo più incisivo per le amministrazioni regionali ed un coinvolgimento diretto degli enti locali soprattutto sul versante del coordinamento, della valutazione, del monitoraggio, della vigilanza e della prevenzione all’interno delle politiche per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Di particolare importanza è il ruolo che le regioni e le istituzioni locali possono e devono impegnarsi a svolgere in merito agli appalti pubblici di propria competenza, nella valutazione delle offerte sulla base della congruità del valore economico dell’offerta, sia con riferimento al costo del lavoro che a quello della sicurezza, il quale va indicato in maniera specifica, innanzitutto tenendo conto delle tabelle predisposte dal ministro del Lavoro sulla base dei valori derivanti dalla contrattazione collettiva e dalle norme in materia previdenziale e assistenziale. Nonché in materia di vigilanza, affinché sia rispettato il divieto di ribasso d’asta per i costi relativi alla sicurezza.
Per questo il dipartimento Enti locali del Pdci, in collaborazione con i compagni che si occupano di lavoro, ha pensato ad una giornata di mobilitazione nazionale, con la presentazione contemporanea di una mozione/ordine del giorno in tutti i consigli regionali, provinciali e comunali dove il partito è presente con suoi rappresentanti. Con questa campagna vogliamo affermare una nostra diversa idea della politica. Non pensiamo a semplici proposizioni politiche o programmatiche, ma ai problemi che riguardano la vita delle persone in carne e ossa. A partire proprio dal dato principe del loro sfruttamento: troppo spesso, infatti, nei luoghi di lavoro si mette in discussione l'integrità fisica dei lavoratori e la loro stessa vita, come è accaduto recentemente anche negli stabilimenti del gruppo Marcegaglia a Ravenna.
Il nostro partito, l'11 luglio, con il suo segretario Diliberto, sarà impegnato in prima linea nella giornata di iniziativa e di lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro e la piena applicazione del Testo unico che, se rispettato, sarà potentemente in grado di agire sul terreno della prevenzione degli incidenti.
Intervista a Dino Tibaldi: "Non bastano buone leggi" - di A. Valentini
09 Lug 2008
Intervista a Dino Tibaldi: "Non bastano buone leggi"
di Alessandra Valentini
da La Rinascita della Sinistra del 10 luglio 2008
Ancora un morto all’Ilva di Taranto, un altro alla Bridgestone di Bari, l’avvio del processo contro i dirigenti della Thyssen, la vicenda grave e inaudita della Umbria Oli, oltre 530 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno a oggi. E' evidente che la vera emergenza sicurezza in Italia è quella sul lavoro. Con Dino Tibaldi, responsabile Lavoro del Pdci e nella scorsa legislatura vicepresidente della commissione sugli Infortuni sul lavoro, facciamo il punto su quanto sta accadendo.
Ieri come oggi si muore di lavoro, perché? Le leggi, almeno sulla carta, ci sono (la Legge 123 del 2007 e il Decreto legislativo 81 del 2008) ma qual è l’anello mancante tra le leggi e i loro effetti sui lavoratori?
Dal punto di vista formale il governo precedente ha adempiuto a tutti gli impegni e quindi, dopo oltre venti anni di iniziative parlamentari, abbiamo ottenuto il Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un testo che presenta novità soprattutto dal punto di vista dei controlli, della responsabilità delle imprese anche nella catena degli appalti e subappalti, e dell’inasprimento delle pene. Dovremmo essere in una condizione migliore dal punto di vista normativo, sia per chi deve fare prevenzione, sia per chi deve controllare; una condizione tale da produrre effetti positivi. In realtà, invece, se guardiamo l’andamento degli infortuni non si è registrato alcun miglioramento significativo dall’entrata in vigore del Testo unico.
Perché?
Alla data di oggi sono morti oltre 530 lavoratori, ci sono 12 mila invalidi e oltre mezzo milione di infortuni denunciati. Anche il trend di quest’anno è tale da collocare l’Italia al di sopra dei Paesi europei per morti sul lavoro. Un triste primato. Questi dati dimostrano che nella lotta per la sicurezza non è sufficiente avere buone leggi, se queste non sono accompagnate da un atteggiamento diverso delle imprese, per le quali la sicurezza continua a essere un costo sul quale si tende a tagliare. Basti pensare che la media degli investimenti annuali delle aziende sulla sicurezza è pari a 9mila euro. Poi sono convinto che se non esiste la sicurezza del lavoro, e quindi l’eliminazione della precarietà, la sicurezza sul lavoro continuerà a essere violata.
Quali segnali vengono da questo governo, oltre alle parole di Sacconi che dà la colpa ai lavoratori per gli incidenti?
I segnali del governo sono preoccupanti ed esprimono la volontà di peggiorare la normativa esistente, accogliendo le richieste di Confindustria, in particolare su controlli e sanzioni. A questo si aggiunga un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro per quanto riguarda precarietà e allungamento dell’orario di lavoro. Penso alla defiscalizzazione degli straordinari e alla volontà di accettare la direttiva europea che porterebbe a oltre 60 le ore di lavoro settimanali.
Allora cosa fare?
E' necessaria una maggiore sensibilità da parte delle organizzazioni sindacali per le quali la sicurezza deve diventare una priorità assoluta. Va rafforzato il ruolo dei Rls; va ripreso il primato della contrattazione dell’organizzazione del lavoro all’interno delle fabbriche. Sul versante istituzionale va attuato in fretta – come previsto dallaLegge 123 del 2007 e dal Decreto legislativo 81 – il coordinamento tra tutti gli enti e gli istituti preposti alla vigilanza e il potenziamento delle risorse da destinare alle Asl per la prevenzione. Infine, sarebbe estremamente utile, così come proposto dal procuratore Guariniello, l’istituzione di una procura unica nazionale sulla sicurezza del lavoro.
Dagli Enti Locali un impegno sulla sicurezza - di Sandra Cerusico
09 Lug 2008
Dagli Enti Locali un impegno sulla sicurezza
di Sandra Cerusico
da La Rinascita della Sinistra del 10 luglio 2008
In Italia si continua a morire di lavoro. Dal 1° gennaio al 3 luglio scorso gli infortuni sono stati 528.450, sono morti 528 fra lavoratori e lavoratrici e 13.211 sono rimasti invalidi. L’Inail stima in 45 miliardi di euro all’anno la spesa per la copertura assicurativa. Sono cifre impressionanti che ci dicono che su questo versante non bisogna abbassare la guardia. Lo scorso anno finalmente –dopo quattro legislature in cui invano si era tentato di accorpare in un Testo unico la legislazione sulla sicurezza – è stata approvata una nuova normativa (la Legge 123 del 2007 e i suoi decreti attuativi) che riordina la legislazione in materia. In particolare questa legge riformula e adegua il sistema delle sanzioni, rafforza il ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, razionalizza e coordina le strutture centrali e territoriali di vigilanza, rende applicabili le norme in materia di salute e sicurezza a tutti i settori e a tutti i lavoratori, indipendentemente dal fatto che il lavoro sia subordinato o autonomo rispetto all’imprenditore. Inoltre viene rafforzato e reso più incisivo il ruolo delle Regioni e degli Enti locali, sia in termini di vigilanza che di partecipazione attiva in tutto il sistema istituzionale nazionale sulla materia.
Molto importante anche la norma che prevede per tutti gli appalti, compresi ovviamente quelli pubblici di diretta competenza delle Regioni e degli Enti locali, l’obbligo di valutazione delle offerte sulla base del valore economico dell’offerta stessa, sia con riferimento al costo del lavoro che a quello della sicurezza, indicando quest’ultimo in maniera specifica, innanzitutto tenendo conto delle tabelle predisposte dai ministeri della Salute, del Lavoro e delle Politiche sociali sulla base dei valori che scaturiscono dalla contrattazione collettiva e dalle norme in materia previdenziale e assistenziale, vietando il ribasso d’asta rispetto ai costi relativi alla sicurezza .
Il Dpcm del 21 dicembre 2007, attuativo della Legge 123/2007, ha previsto una nuova composizione dei Comitati regionali di coordinamento, già previsti dalla 626, inserendovi anche rappresentanti delle parti sociali (datori di lavoro e rappresentanti dei lavoratori) e definendo nuove competenze per i coordinamenti stessi: la creazione, in seno al coordinamento, di un ufficio operativo composto da rappresentanti degli organi di vigilanza che pianifichi l’attività individuando le priorità a livello territoriale; il monitoraggio delle attività svolte per verificare il raggiungimento degli obiettivi in stretto raccordo con il ministero; l’esercizio di poteri sostitutivi da parte del ministero in caso di mancata costituzione del Comitato o di inadempimento da parte delle amministrazioni pubbliche che ne fanno parte. Le Regioni inoltre sono chiamate a svolgere una parte attiva in tutto il sistema istituzionale: di indirizzo, di valutazione delle politiche attive, di coordinamento e vigilanza, consultiva, di formazione e informazione per la prevenzione nei luoghi di lavoro.
Questa normativa è uno strumento in più da utilizzare in difesa della salute e della vita delle lavoratrici e dei lavoratori e i Comunisti italiani ritengono debba essere attuata senza indugi e senza ritardi. Per questo il dipartimento Enti locali del Pdci ha proposto ai rappresentanti del partitoi nelle Regioni e negli Enti locali di presentare contemporaneamente un ordine del giorno che impegni le Giunte a procedere nell’attuazione di queste nuove norme e a svolgere i rispettivi ruoli previsti. L’obiettivo è quello di concorrere attivamente alla effettiva riduzione degli infortuni sul lavoro e alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. Con questa iniziativa il Pdci vuole inaugurare, seppure forse in ritardo, anche un nuovo metodo di lavoro: il costante coordinamento fra tutte le istanze e i settori di lavoro del partito, senza procedere in ordine sparso – tanto più ora che manca la presenza in Parlamento – creando, sulle questioni che vedono da sempre protagonisti i Comunisti italiani, delle campagne nazionali in grado di incidere direttamente sulla realtà e di dare anche una visibilità al partito per ricordare alle lavoratrici e ai lavoratori che non sono soli, che il Pdci è dalla loro parte come sempre. L’iniziativa istituzionale infatti sarà affiancata, in cooperazione col dipartimento Lavoro, da iniziative pubbliche, volantinaggi davanti ai luoghi di lavoro, conferenze stampa e quant’altro possa mantenere ferma l’attenzione su una vicenda indegna di un paese civile e che non può più essere tollerata.
Sicurezza sul lavoro: 11 luglio giornata di mobilitazione nazionale
01 Lug 2008
Sicurezza sul lavoro: 11 luglio giornata di mobilitazione nazionale
Roma 1 luglio 2008
Ai Segretari delle Federazioni e dei Comitati regionali
Ai Responsabili Lavoro dei Comitati Regionali e delle Federazioni
Care compagne e cari compagni,
la situazione degli incidenti sul lavoro, in particolare di quelli mortali, si caratterizza, in questo periodo, per un ulteriore incremento di eventi che evidenziano in maniera drammatica, quanto ancora ci sia da fare su questo terreno. (A questo proposito va ricordato che il governo Berlusconi, d’intesa con la Confindustria, intende modificare in senso peggiorativo il testo unico sulla Sicurezza varato dal governo Prodi).
Questo tema, deve essere al centro della nostra azione politica nazionale e locale, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni e nella società.
Il Dipartimento Nazionale Enti Locali, d’intesa con quello del Lavoro, ha organizzato per il giorno 11 luglio una giornata nazionale di mobilitazione, con la presentazione contemporaneadi una mozione/ordine del giorno in tutti i consigli comunali, provinciali, regionali, dove siamo presenti.
Di pari passo vi invitiamo ad una mobilitazione del Partito che affianchi l’iniziativa istituzionale, attraverso volantinaggi mirati nelle fabbriche e nei posti di lavoro (troverete sul sito del Partito il volantino da scaricare e distribuire), e con la diffusione straordinaria de “La Rinascita” che conterrà uno speciale di 4 pagine dedicato a questi temi.
Bozze O.d.g. e riferimenti di legge per Regioni, Province, Comuni
01 Lug 2008
Mozione-Ordine del giorno
Il Consiglio Regionale……..
Premesso che:
- la tragica sequenza delle morti sul lavoro ha assunto nelle ultime settimane una dimensione davvero drammatica. Dal 1 gennaio al 17 giugno 2008 sono morti 486 lavoratori, gli infortuni complessivamente sono stati 486.012, i lavoratori rimasti invalidi 12.150. Sono 40 i miliardi di euro stimati all’anno dall’Inail per la copertura assicurativa degli infortuni sul lavoro. Un vero e proprio bollettino di guerra indegno di un paese civile;
- la dimensione e la frequenza del fenomeno rende non più rinviabile una discussione tesa a produrre azioni concrete in tema di salute e sicurezza sul lavoro in grado di tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori;
-la riforma della salute e sicurezza sul lavoro – legge n. 123 del 3 agosto 2007 e i suoi decreti attuativi – riordina la legislazione, ponendo mano, tra l’altro, alla riformulazione e all’adeguamento del sistema delle sanzioni, al rafforzamento del ruolo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale, alla razionalizzazionee coordinamento delle strutture centrali e territoriali di vigilanza e alla applicazione delle norme in materia di salute e sicurezza a tutti i settori e a tutti i lavoratori, indipendentemente dal rapporto di lavoro subordinato o autonomo che li lega all’imprenditore, prevedendo un ruolo più incisivo degli enti locali;
Preso atto del ruolo attribuito alle regioni in tema di coordinamento di molte attività relative alla sicurezza sul lavoro ed in particolare visti i compiti dei Comitati regionali di Coordinamento nonché la sua partecipazione attiva in tutto il sistema istituzionale nazionale sul tema in oggetto;
Esprime
La volontà di procedere senza ritardo nell’affrontare con forza tutte le questioni inerenti la lotta agli infortuni e alle malattie professionali in tutti i luoghi di lavoro;
IMPEGNA la Giunta Regionale:
- a predisporre tutte le azioni e gli strumenti per rispondere a questa esigenza;
- ad attuare il coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza del lavoro attraverso l’istituzione (o la modifica nella composizione) del comitato regionale di coordinamento (di cui all’art. 27 del decreto legislativo n. 626 del 1994, e al D.P.C.M 5 dicembre 1997 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 1998) affinché siano assicurati i settori prioritari di intervento dell’azione di vigilanza, i piani di attività e di progetti operativi da attuare a livello territoriale coerentemente con quanto sancito dal D.P.C.M 21dicembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 6 febbraio 2008;
- alla valutazione, negli appalti pubblici di propria competenza, delle offerte sulla base della congruità del valore economico dell’offerta, sia con riferimento al costo del lavoro che a quello della sicurezza, il quale va indicato in maniera specifica, innanzitutto tenendo conto delle tabelle predisposte dal ministro del lavoro sulla base dei valori scaturenti dalla contrattazione collettiva e dalle norme in materia previdenziale e assistenziale; nonché vigilare affinché sia rispettato il divieto di ribasso d’asta per i costi relativi alla sicurezza (art. 8 legge n. 123 del 2007);
______________________________________
Mozione-Ordine del giorno
Il Consiglio Comunale/Provinciale…….
Premesso che:
- il tema della sicurezza sul lavoro deve essere posto al centro dell’attenzione e dell’azione politica e amministrativa anche dagli enti locali, ognuno per le proprie competenze, visto che si verificano quotidianamente nuovi incidenti ed infortuni, in particolare quelli mortali hanno raggiunto livelli insostenibili (in media, in Italia, muoiono quattro lavoratori al giorno ogni anno );
- che è stata approvata una nuova normativa che potrebbe consentire nuovi interventi più efficaci anche per le amministrazioni regionali;
Visti dunque:
- la legge 3 agosto 2007 n° 123 e suoi decreti attuativi, in particolare il D.LGS 81/2008 pubblicato sulla G. U. n° 101 del 30 aprile 2008 (Testo Unico) e il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 dicembre 2007 pubblicato nella G.U. n°31 del 6 Febbraio 2008;
Rilevato, inoltre, il ruolo attribuito alle regioni in tema di coordinamento di molte attività relative alla sicurezza sul lavoro, la sua partecipazione attiva in tutto il sistema istituzionale nazionale sul tema in oggetto;
Vista l’importante mole di compiti dei Comitati regionali di Coordinamento, in particolare le molte funzioni con risvolti territoriali;
Constatato, anche, il ruolo degli enti locali Comuni e Province attraverso le loro associazioni (ANCI-UPI).
Esprime
La volontà di evitare che vi siano ulteriori ritardi o comunque rallentamenti nell’affrontare con forza tutte le questioni inerenti la lotta agli infortuni e alle malattie professionali in tutti i luoghi di lavoro a cominciare dagli adempimenti previsti dalle nuove norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
IMPEGNA la Giunta Comunale/Provinciale:
- a sollecitare l’ANCI/UPI a nominare i loro rappresentanti all’interno del Comitato regionale di coordinamento (nel caso non sia stato fatto);
- a predisporre tutte le azioni e gli strumenti per sensibilizzare e sollecitare l’amministrazione regionale, alla luce della nuova normativa nazionale, affinché diventi pienamente operativo il Comitato regionale di coordinamento così come previsto dal D.P.C.M 21-12-07 già citato, nel minor tempo possibile;
- a svolgere un ruolo attivo attraverso la predisposizione di tutti gli atti e strumenti necessari affinché sia assicurata la partecipazione attiva dell’amministrazione comunale/provinciale con particolare riguardo alle funzioni del Comitato di cui sopra che interessano ed investono le analisi, le programmazioni, le specificità e gli accordi territoriali;
- alla valutazione, negli appalti pubblici di propria competenza, delle offerte sulla base della congruità del valore economico dell’offerta, sia con riferimento al costo del lavoro che a quello della sicurezza, il quale va indicato in maniera specifica, innanzitutto tenendo conto delle tabelle predisposte dal ministro del lavoro sulla base dei valori scaturenti dalla contrattazione collettiva e dalle norme in materia previdenziale e assistenziale; nonché vigilare affinché sia rispettato il divieto di ribasso d’asta per i costi relativi alla sicurezza (art. 8 legge n. 123 del 2007);
LAVORO: INTERROGAZIONE DI PAGLIARINI SU SOSPENSIONE OPERAIO FONDERIE PILENGA
17 Gen 2008
LAVORO: INTERROGAZIONE DI PAGLIARINI SU SOSPENSIONE OPERAIO FONDERIE PILENGA. AVEVA DENUNCIATO MANCATO RISPETTO CONDIZIONI DI SICUREZZA
Roma 16 gennaio 2008
Pochi giorni fa un operaio 54enne delle Fonderie Officine Pilenga di Comun Nuovo, in provincia di Bergamo, Giolivo Zanotti, è stato sospeso dal lavoro e privato della retribuzione per tre giorni (9, 10 e 11 gennaio 2008) per aver segnalato gravi carenze in fatto di sicurezza all'interno dello stabilimento. Alle Pilenga è accaduto un fatto grave, tanto più che si verifica in una fase in cui è alta l’attenzione nei confronti degli infortuni sul lavoro e delle loro drammatiche conseguenze sulla vita e il lavoro di troppi operai di questo Paese in seguito alla morte di sette dipendenti torinesi della Thyssenkrupp.
Nel caso di Zanotti si rischia addirittura di scivolare nel grottesco: una volta constatato l’insuccesso delle numerose e reiterate denunce verbali, l’operaio, così come reso noto dal Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza, ha deciso di evidenziare i problemi in questione sugli spazi liberi dei fogli di produzione giornalieri che devono essere compilati ad ogni turno. A quel punto, Zanotti è stato convocato dal caporeparto, che avrebbe contestato la modalità di segnalazione dei rischi, e in seguito il lavoratore è stato addirittura accusato di “mobbing” nei confronti del medesimo caporeparto.
Perciò ho presentato oggi pomeriggio un’interrogazione a risposta immediata in Commissione Lavoro alla Camera per chiedere al governo quali interventi ritenga opportuno sollecitare al fine di evitare che simili fatti incresciosi possano ripetersi e al fine di tutelare il lavoro e la professionalità di coloro che all’interno di un’azienda denunciano il mancato rispetto delle condizioni di sicurezza.
MONITORAGGIO FILLEA-CGIL INFORTUNI MORTALI NEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI: 235 VITTIME NEL 2007
Roma 14 gennaio 2008
La caduta dall’alto rimane la causa principale. Si muore di più al Nord, la Lombardia al primo posto, seguono Veneto e Campania. Uno su sei è immigrato.